Un mondialista alla guida dell’Italia

Da IL FOGLIO QUOTIDIANO – 24 novembre 2011

Mario Monti, un mondialista alla guida dell’Italia

Viaggio circostanziato, con alcune significative coincidenze, nel curriculum esemplare di un Preside tecnico

Questo articolo di Gianfranco Amato è stato pubblicato sul sito CulturaCattolica.it, curato da don Gabriele Mangiarotti Martedi 22 novembre 2011

Nel suo stellare curriculum il professor Mario Monti vanta anche studi esteri. Trascorre un anno presso la prestigiosa Università di Yale, dove diventa allievo di James Tobin, premio Nobel per l’Economia nel 1981. Non abbiamo prove di una sua affiliazione alla Skull and Bones, la celeberrima e potente società segreta di ispirazione mondialista che dal 1832 ha sede presso quel prestigioso ateneo statunitense. Abbiamo però la prova che il professore varesino rappresenti un autentico apostolo del pensiero mondialista. Tre inequivocabili circostanze lo attestano. Continua a leggere Un mondialista alla guida dell’Italia

Quale sindacato per il terzo millennio

“Quale sindacato per il nuovo millennio?” non è solo il titolo del saggio di Antonio Foccillo (Datanews), ma anche un interrogativo esistenziale per le organizzazioni sindacali italiane, da tempo incapaci di strategia, in quanto succubi dei vecchi schemi, politici e sociali, del Novecento e oscillanti tra rigurgiti di antagonismo e subordinazione culturale all’ideologia dominante del neo-liberismo.

Foccillo, prima di tracciare una possibile risposta all’interrogativo, ripropone alcuni “fondamentali”: l’essere umano al centro dei valori, la libertà, la fratellanza, l’uguaglianza. Continua a leggere Quale sindacato per il terzo millennio

Il canone Rai e la nonnetta

E’ tempo di pagare il nuovo canone televisivo (vera e propria tassa), in tempi di crisi elevato a 112 euro. Conosco una nonnetta che prende 450 euro di pensione al mese. Volendo essere larghi, per 13 mesi fa la notevole cifra di 5850 euro. Il canone incide sul reddito della nonnetta in ragione dell’1,9 per cento. Si potrebbe obiettare che la nonnetta, avendo superato i 75 anni di età, ha diritto all’esenzione che riguarda chi vive da solo e ha un reddito non superiore a 516,46 euro al mese (la precisione è un vanto della Rai). Il fatto è che la nonnetta è vedova e ha una pensione di reversibilità del marito, che la porta alla favolosa somma di 680 euro el mese, pari a 8.840 euro annui. Essendo così ricca, non ha diritto all’esenzione. I sacrifici sono sacrifici. Anche stando al nuovo favoloso reddito, la tassa Rai incide in ragione dell’1,66 per cento. Non è necessario essere bocconiani a banchieri per usare la calcolatrice. E non ci vuole molto per capire che è ora di togliere una tassa inutile e vendere la Rai, che dà a due calciatori un milione di euro a testa per ballare nella trasmissione collegata alla lotteria di Capodanno, quella che fa sognare i poveri.  Solo sognare.