Bancomat, la nuova gleba.

Da servi della gleba, nel feudalesimo agrario, a servi del bancomat nel feudalesimo finanziario.

bancomatAccade così che il terzo millennio è nella sostanza simile, anche se in forma diversa, al primo millennio: sudditi e servi eravamo e sudditi e servi rimaniamo.

La normativa fiscale ci obbliga ad avere un conto corrente, un bancomat e una carta di credito, dal momento che i movimenti in denaro devono essere rintracciabili. Non solo. Alcuni pagamenti relativi alle tasse devono essere fatti solo per via elettronica, in base ad una follia informatica onnipervasiva, quanto inefficiente. Infatti, quando c’è un errore, il servo della gleba deve rivolgersi umilmente a chi lo ha commesso, con procedure da incubo e a volte lascia perdere, subendo un sopruso e pagando una tassa non dovuta.

Essendo i tassi ormai a zero, tenere un conto in banca costa parecchio, a tutto vantaggio del sistema bancario, il quale sulle spalle dei servi del bancomat, sta asciugando le sue ferite, dovute a conduzioni scellerate. (Banca Etruria docet).

Quando i tassi saranno negativi pagheremo le banche per tenerci i nostri soldi sui quali abbiamo pagato le tasse, che in Italia sono intorno al 50 per cento.

Con l’introduzione dell’Euro ci hanno dimezzato stipendi e pensioni e il valore della casa, che nonna e mamma ci avevano insegnato a comprare (pagando tasse e mutui) perché bisognava essere parsimoniosi e pensare alla vecchiaia. Se poi hai risparmiato e hai una casa in più sei un facoltoso schifoso capitalista da bastonare e da grassare.

Se hai in corso un mutuo, ora la banca, dopo sette volte che non paghi più, può requisirti la casa. Questa l’idea di un mondo politico vassallo del sistema bancario che ama definirsi di sinistra ed è solo sinistro.

Lo sheriffo di Sherwood è all’opera al servizio del feudalesimo finanziario.

Se hai la corrente elettrica devi pagare il canone di una tv di stato portavoce di una dittatura strisciante garantita dal voltagabbanismo istituzionale, in base al quale tu, servo del bancomat, se hai votato un tizio perché pensavi che fosse verde te lo ritrovi rosso e se hai votato uno pensando che fosse blu te lo ritrovi giallo.

Vassalli, valvassini e valvassori si coprono l’un l’altro e tu schiavo, servo del bancomat, devi stare zitto e andare ad applaudire alle trombonate quotidiane che escono dai palazzi del potere. Nel frattempo gli appartenenti alla casta rubano a mani basse.

Ora, in base ad una scelta ideologica e propagandistica, dal sapore sinistro, il braccio armato del Fisco può andare ad aprire le cassette di sicurezza nei caveau delle banche. Un modo per rompere le scatole a chi ha messo da parte la spilla della nonna, perché, come è noto, chi i soldi li ha davvero, li spedisce alle Cajman, in barba agli ideologi dello scasso. In buona sostanza, anche l’apertura delle cassette di sicurezza è un modo per bastonare i servi del bancomat, i quali, ovviamente, le chiuderanno di corsa, sostituendole con il materasso.

Caro servo, sei passato dalla zappa al bancomat, ma sei sempre servo. A proposito, gli amici di Robin Hood sono andati in ferie o sono passati armi e bagagli dalla parte dello sheriffo. I sindacati, trasformati in succursali dello Stato, sono ormai sportelli pluriservizio, per pratiche di ogni genere. Confindustria ha tra i suoi maggiori soci le aziende pubbliche e pertanto chiunque la presieda dovrà dire quel che pensa la casta.

Quindi, caro servo del bancomat, sono solo cavoli tuoi. Manca solo che ti dicano che puzzi ed è fatta.

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