Salvare il cristianesimo

La tentazione è forte, ma come ogni tentazione va evitata. Meglio non essere tentati e usare la ragione.

Quale è la tentazione? Quella di prendere atto che la nemesi storica esiste e che oggi i cristiani subiscono le stesse angherie alle quali hanno sottoposto, nei secoli, interi popoli.

Come non ricordare i “santi” che hanno distrutto gli antichi luoghi di culti pagani? Come non ricordare lo sterminio, perpetrato in nome di Cristo, degli Aztechi e dei Maya: non solo uomini e donne, ma intere culture, sottratte all’umanità. Come non ricordare la distruzione degli alberi sacri al druidismo ad opera di fanatici divenuti “santi”. Come non ricordare Torquemada o i roghi sui quali sono finiti migliaia di eretici, migliaia di donne considerate streghe alleate di Satana, migliaia di pagani resistenti alla nuova religione, divenuta religione ufficiale dell’Impero romano e poi impero essa stessa. Come non ricordare la mistica Margherita Porete, arsa viva con il suo libro, o Giordano Bruno, che ha introdotto il concetto di infinito in un mondo in cui la proterva auctoritas voleva piegare la ricerca ad una interpretazione demenziale dei testi sacri. Come non ricordare Arnaldo da Brescia o Ipazia, eroina di un paganesimo ellenizzante colto e raffinato, scarnificata dai fanatici di Cristo.

L’elenco potrebbe continuare a lungo, tanti sono i misfatti della Chiesa cattolica apostolica romana commessi in nome di Cristo.

La tentazione è forte, ma non bisogna farsi tentare.

Verrebbe voglia di dire: “Cari cristiani, in questi tempi bui vi massacrano, distruggono le vostre chiese, impediscono il vostro culto, ma è stato quello che voi avete fatto per secoli, eliminando culti e luoghi di culto, sterminando interi popoli, distruggendo culture millenarie. Ora tocca a voi”.

La tentazione è forte, ma non ci si deve lasciar tentare ed è necessario usare la ragione.

E la ragione ci dice che oggi dobbiamo salvare il cristianesimo, perché è un pezzo importante della cultura occidentale, essendo incardinato, come ci ricorda Benedetto XVI, nel pensiero greco.

L’intera storia del cristianesimo si dipana nei secoli con filosofi e teologi che mantengono le loro riflessioni all’interno dei grandi filoni del pensiero greco ed ellenistico. Non mancano quelli, come in particolare gli Irlandesi, che si sono avvalsi delle linee di pensiero della tradizione druidica.

Il cristianesimo è strettamente legato alla cultura europea e ne costituisce un elemento importante.

Ecco perché la ragione ci dice di non indulgere in tentazioni, ma di salvare e valorizzare la pluricentenaria riflessione filosofica e teologica del cristianesimo, alla quale si accompagnano molteplici forme artistiche che sono una ricchezza europea a disposizione del mondo.

Salvare è il verbo adatto, poiché il cristianesimo sta per essere eliminato fisicamente dal fondamentalismo islamico nei luoghi dove è nato e si è sviluppato in Medioriente ed è costantemente reso debole e indifeso nell’Europa,  che ne è stata la culla per secoli, dall’ignavia degli stessi cristiani, incapaci di arginare la deriva con la quale accettano le condizioni vessatorie di un Islam protervo.

Doug Barrow, esperto di politica estera del Cato Institute, scrive: “Stiamo assistendo all’omicidio di massa e al tentativo di sradicare il cristianesimo da dove è nato” e Roger Scruton scrive a sua volta: “E’ inaccettabile che i musulmani in occidente reclamino il diritto di praticare la loro religione, costruire moschee e madrasse, sfruttare la libertà che la nostra società sancisce, mentre vietano ai cristiani che vivono nei loro paesi di fare lo stesso”.

I laici europei, oggi, hanno il dovere di salvare la tradizione cristiana. Lo stesso vale per coloro i quali seguono le antiche religioni del continente.  Il druidismo, vittima della protervia cristiana, e tuttavia vivo e operante, oggi sente il dovere di essere a fianco dei cristiani che   vogliono salvare la loro tradizione, la loro cultura, che è anche un importante elemento della cultura europea e dell’occidente.

Fionnbharr

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