Gli Übermenschen (superuomini) della sinistra radical chic

Gli Übermenschen (superuomini) della sinistra radical chic (in effetti Urmenschen, primitivi) sono di fatto gli attuali autentici razzisti poiché considerano se stessi dotati di una mente superiore, corroborata da una superiore cultura, che fa di loro un’élite alla quale si dovrebbe guardare come ad un faro di luce illuminante il cammino di noi poveri mortali, ossia gregge, bestioline inconsapevoli.

Chi non è d’accordo con le idee degli Übermenschen della sinistra radical chic è, se gli va bene, un ignorante, un rozzo, un buzzurro, ma spesso è “percepito” (gli Übermenschen, dotati di suprema sensibilità “percepiscono”) come razzista e, in quanto tale, fascista e nazista. Di Stalin, gli Übermenschen, non si ricordano mai e nemmeno di Tito, che ha infoibato poveri italiani innocenti ovviamente “percepiti” come fascisti. A un certo tipo di sinistra il popolo non è mai piaciuto, in quanto insieme indifferenziato. A un certo tipo di sinistra piaceva parlare di classe operaia, di proletariato: uno stato sociale ben definito, che esprimeva una sua élite: l’aristocrazia operaia, alla quale fungevano da suggeritori i soliti intellettuali dell’Übermensch pensiero. Il Lumpenproletariat faceva schifo già ai tempi, figuratevi oggi. Fatto si è che di Ür pensiero in Ür pensiero gli Übermenschen della sinistra radical chic hanno trasformato la sinistra in un’area radicale di massa e i partiti della sinistra in partiti radicali di massa, con una particolare sensibilità per la finanza e per le banche. Dei poveri non si curano e nemmeno dei lavoratori, siano essi dipendenti o indipendenti. Così capita che il ceto medio produttivo e i lavoratori, nonché il popolo dei poveri, guardino a destra. E allora l’Übermensch pensiero, anziché porsi domande in merito, lancia strali. Il popolo guarda a destra? Siamo di fronte ad una deriva populista e fascista. Che schifo. Che ribrezzo questo popolo che non capisce l’elevato pensiero e guarda a tirare a campare, tartassato per garantire sprechi e disastri bancari, nonché debiti altrui (tedeschi e francesi), addossati agli Italiani da governi imposti. Il popolo non ne può più di “accoglienza” fatta su misura per favorire il mercato del lavoro di riserva (una volta si chiamava: esercito di manodopera di riserva) ad uso e consumo di lor Signori e di fatto terreno di caccia di interessi poco puliti? Il popolo è fascista.

Un esempio eclatante della spocchia degli Übermenschen è dato dalla curatrice del museo Guggenheim di New York ha risposto alla Casa Bianca, che aveva chiesto, come di consueto, un quadro (in questo caso un Van Gogh) per la Sala Ovale, offrendo un water dell’artista Cattelan. Questa perfetta rappresentante degli Übermenschen (superuomini) della sinistra radical chic, tronfi della loro superiorità culturale, da vera e propria minus habens non ha saputo distinguere tra la sua avversione per l’uomo Trump e uno dei simboli più significativi dell’America, ossia la Sala Ovale. Non è il signor Trump che voleva un quadro, ma l’istituzione Casa Bianca. Che pena questi Dem bavosi di rabbia e con il cervello ormai in pappa.

Un altro esempio, tutto italiano, è la laurea honoris causa a Soros, il finanziere che ha speculato sulla pelle degli Italiani.

Nel 1988 a Georg Soros, fondatore e consigliere del Quantum Group, Presidente del Soros Fund e dell’Open Society Foundations, venne chiesto di partecipare insieme ad un gruppo di investitori al piano di cambiamento di gestione della banca francese Société Générale. Soros rifiutò e preferì agire individualmente sfruttando l’occasione.Questa mossa gli costò una condanna per insider da parte del tribunale francese, che dopo vari ricorsi confermò nel 2006 la multa al magnate della finanza. Multa confermata anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, nonostante l’ennesimo tentativo di ricorso provato da Soros.

Nel 1992 Soros vendette allo scoperto 10 miliardi di dollari in sterline in un’operazione pronti contro termine; questa mossa, che costrinse il Regno Unito ad abbandonare il Sistema monetario europeo e che valse a Soros il soprannome di “L’uomo che sbancò la banca d’Inghilterra”, gli fruttò oltre 1 miliardo di dollari. Quel giorno, che passò alla storia con il nome di “mercoledì nero”, costò al tesoro britannico 3,4 miliardi di sterline.

Sempre nel 1992, precisamente il 16 settembre, Soros effettuò la stessa identica operazione nei confronti della lira italiana.

Mentre in Francia è stato incriminato, con conferma della condanna da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo, e in Paesi come la Malesia, la Thailandia e l’Indonesia si vuole nei suoi confronti l’ergastolo o addirittura la pena di morte, in Italia le cose sono andate diametralmente all’opposto: l’Università di Bologna, la più antica università al mondo, lo ha premiato con una laurea in economia honoris causa. La cerimonia si svolse in presenza di Romano Prodi (che di Soros presentò anche l’edizione italiana del libro autobiografico) e fu presieduta da Stefano Zamagni, stretto collaboratore dello stesso Prodi.

Il popolo, che si è sonoramente rotto le scatole degli elevati pensieri degli Übermenschen della sinistra radical chic e della schiera di loro servizievoli politici, in America li ha mandati al diavolo, eleggendo Trump, che ha rotto il gioco.

Anche gli Italiani hanno ora l’occasione di mandare gli Übermenschen a pensare a casa. Del resto, le loro dimore, di solito, non sono case popolari.

Silvano Danesi

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