La deriva nazista dell’utero in affitto

I nazisti lo chiamavano Lebensborn, “sorgente di vita” e doveva servire a produrre individui selezionati.

Nei centri Lebensborn – diverse decine in tutto il territorio del Reich – venivano fatti nascere e crescere i figli illegittimi di soldati tedeschi; ma qui venivano anche portati i ragazzi, ritenuti “razzialmente adeguati”, strappati alle famiglie (che spesso venivano uccise) nelle zone di occupazione, per essere germanizzati e poi dati in adozione.

Erwin, ex bebè della “sorgente di vita”, biondo, alto, occhi azzurri, è nato il 21 maggio 1944, da una francese e un tedesco, nell’unica fabbrica di “bambini perfetti” in Francia. Al settimanale L’Express, Erwin racconta per la prima volta la sua storia, perché si sente solo. Dal `Lebensborn´ francese – `fonte di vita´, in tedesco antico – che si trovava a una quarantina di chilometri a nord di Parigi, a Lamorlaye, nella foresta di Chantilly – sono usciti una ventina di `bimbi superiori, come Erwin, frutto dell’incrocio di donne francesi e di tedeschi membri delle SS, dell’esercito o del partito nazista.

Quando si ritirarono in tutta fretta, i nazisti portano con loro i bebè perfetti nati nella foresta di Chantilly e li misero insieme a quelli nati nelle maternità naziste della Germania e di altri paesi occupati.

In Germania c’erano una decina di `fabbriche´, 9 in Norvegia, 3 in Polonia, due in Austria, uno in Danimarca, Olanda, Belgio, Lussemburgo e in Francia, appunto.  La casa madre era a Steinhoring, vicino a Monaco, dove il programma eugenetico dell’ideologo del Reich, Henrich Himmler, era nato una decina d’anni prima.

Erwin, a due anni, viene rimpatriato ad Avignone, accolto da una zia, poi torna anche la madre. Mai visto il padre – Erwin Konstant Johannes Schmidt – il cui nome scoprirà per caso solo tanti anni dopo quando gli capita in mano il suo certificato di nascita. «Mia madre me l’ha preso, poi l’ha strappato e bruciato», racconta Erwin. A scuola è stata dura: lui con quel fisico imponente, «ma nessuno ha mai saputo delle mie origini». Ora rompe il silenzio, e – racconta L’Express – una lacrima riga il suo viso: «Perché lo faccio?» Perché finalmente – risponde – mi si riconosca per quello che sono e mi si accetti senza attribuirmi alcuna responsabilità.

Sempre al fine di incrementare la razza germanica, si parlò anche di inseminazione artificiale (fino ad allora sperimentata da Americani e Russi nell’allevamento animale): questo era il progetto del dottor Leonardo Conti, Ministro della Sanità del Reich, anche perché l’inseminazione artificiale avrebbe eliminato “il complesso psicologico dell’esperienza sessuale”.

Ci siamo.

Ovuli in affitto da una donna, inseminati da un uomo che non desidera avere esperienze sessuali con la stessa, e poi gli ovuli inseminati vengono collocati in un “utero gestionale”, ovviamente circondato, che importa!, da una donna, altrimenti definibile come essere umano. L’utero gestionale produce un bambino destinato a soddisfare le pulsioni di chi ha messo in moto il meccanismo.

Siamo sulla buona strada, quella che porta al Lebensborn. Il nazismo ha fatto buona scuola.

All’inseminazione artificiale e all’utero in affitto si erano ribellate persino le dee degli Annunaki. Ninursag, per formare i lulu (esseri umani da far lavorare al posto degli dei, che si erano stancati) aveva impastato materiale genetico terrestre con il seme degli dei e aveva messo il tutto nell’utero di sette dee. L’esperimento provocò la protesta delle dee e Ninursag dovette modificare la strategia rendendo fertili gli uomini.

La storia è vecchia, ma il mondo radical chic sinistroide (non di sinistra, che era una cosa seria) non si rende conto che la deriva nella quale si è messo è quella del nazismo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...