L’Europa ripopolata dai Baschi

La cultura basca ha segnato di sé per lungo tempo l’Europa, accompagnandone la ripopolazione dopo l’ultima glaciazione. I Baschi, come è stato scientificamente provato, vivono stabilmente sul territorio di Euskal Herria da almeno 18.000 anni.

Recenti studi genetici e linguistici hanno stabilito una stretta parentela tra Baschi, Guanchi, Berberi ed Egizi. Il genetista Arnaiza Villena ha chiamato questo insieme di popoli “cultura usko – mediterranea”, una cultura che adottava un culto da lui definito della “Porta dell’oscurità”: un corpo di credenze associato alla Grande Madre e al culto delle acque.

Ricerche di genetica indicano ormai chiaramente che la maggior parte degli odierni europei ha antenati che vivevano in Europa già nell’era glaciale e che, analogamente a quanto suggeriscono gli studi linguistici, il ripopolamento d’Europa occidentale dopo la glaciazione ebbe prevalentemente origine “dal rifugio del nord della penisola iberica e del sud della Francia, ossia in Euzkadi, i Paesi Baschi.

Va sottolineato che la lingua basca non appartiene alla famiglia indoeuropea, come del resto le lingue del gruppo ugro-finnico: finlandese, estone, ungherese. Il basco, sia detto per inciso, da recenti studi viene associato al sumero e rientrerebbe nella famiglia linguistica “sino-tibetana, così come l’ainu, la misteriosa lingua dell’isola di Hokkaido in Giappone, già confrontata col basco a cui è molto simile”.

Il basco, secondo lo studioso Colin Renfrew, sarebbe la lingua degli uomini che popolarono le terre europee a seguito dell’espansione dall’Africa dei primi sapiens all’incirca 40 mila anni fa. In questa fase l’espansione “fu caratterizzata dallo stabilirsi del popolo basco, la cui lingua è considerata da Renfrew la prima parlata in Europa. Essa era molto più diffusa di oggi. Veniva infatti parlata sia nella penisola iberica, sia nell’attuale Francia. Alcuni addirittura la collocano nella maggior parte dei territori mediterranei”.

La ripopolazione d’Europa dopo l’ultima glaciazione, ossia nel periodo magdaleniano, oltre a riguardare l’intera Europa nord occidentale (una linea riguarda in modo specifico l’Italia settentrionale) è passata, attraverso lo stretto di Gibilterra, nell’Africa del Nord.

 

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